Il vasto deserto d'altura della Puna, situato nel Nordovest dell'Argentina tra le province di Salta, Jujuy e Catamarca, si rivela come un dominio incontrastato di silenzio e vento. Questo è uno degli ambienti più inospitali e al contempo mozzafiato del pianeta. Qui, la natura si manifesta in scenari che richiamano la superficie lunare o marziana: lagune dai colori cangianti popolate da fenicotteri, sterminate praterie di 'paja brava' baciate dal sole dove pascolano le vigogne, coni vulcanici oscuri, dune bianche di sabbia gelida, cactus giganti e vette scintillanti di ghiaccio. Si aggiungono sorgenti sulfuree che tingono le valli di tonalità ocra, canyon scolpiti dagli elementi in forme suggestive, piccoli insediamenti remoti e immensi 'salares', ovvero laghi salati, ciascuno unico nel suo genere. Intere catene montuose sfoggiano una palette di colori vivaci, avvolte in un silenzio quasi primordiale, interrotto solo dal soffio incessante del vento, in un territorio scarsamente popolato da tenaci abitanti del Nord. Fabrizio Ghilardi, fondatore dell'agenzia di viaggi Socompa, ha saputo cogliere il potenziale turistico di questa regione, diventando un pioniere nell'esplorazione della Puna. Nonostante anni di esperienza, continua a essere sorpreso dalla sua diversità, che regala un coinvolgimento emotivo potente, quasi travolgente, soprattutto in un'era di turismo di massa, offrendo ore di viaggio senza incontri umani.
Il viaggio nella Puna inizia dalla città di Salta, nota per la sua bellezza. Dopo aver ammirato la cattedrale neobarocca, il Cabildo e il Museo di Archeologia di Alta Montagna, che custodisce i corpi mummificati di bambini Inca, si prosegue verso la Valle Calchaquí. Attraverso la foresta subtropicale delle Yungas e superando il Passo di Piedra del Molino, si giunge al Parque Nacional Los Cardones, popolato da cactus secolari. Il percorso prosegue sul deserto Los Colorados, con le sue sfumature di rosso, verde e bianco, fino al pittoresco villaggio di Cachi, con la sua piazza quadrata e la chiesa in adobe. Attraversando Molinos si incontrano le prime spettacolari formazioni rocciose, come la Quebrada de las Flechas e la Quebrada de las Conchas, dove antiche arenarie rosse creano paesaggi che ricordano castelli e anfiteatri. Una sosta a Cafayate offre l'occasione di degustare vini locali, come il Torrontés. L'itinerario continua lungo la leggendaria Ruta 40, portando alle rovine di Quilmes, testimonianza della resistenza di un popolo andino e del loro tragico esodo. Entrando nella provincia di Catamarca, dopo un rifornimento a Hualfín, si inizia l'ascesa verso la Puna vera e propria, attraversando formazioni rocciose che ricordano prue di imbarcazioni. L'ingresso è segnato dalla magnifica duna di Randolfo, una distesa bianchissima che annuncia un paesaggio desertico punteggiato solo da gruppi di vigogne, dove i colori del tramonto trasformano i ciuffi di paja brava in oro. Lungo il percorso si trovano le 'apachetas', torri di pietre erette in onore della Pachamama, spesso accompagnate da offerte rituali per propiziare il viaggio e alleviare i malesseri dovuti all'altitudine.
Questo viaggio estremo svela una serie ininterrotta di meraviglie: il vulcano Carachi Pampa, dalla forma di sombrero, le Dunas Blancas, immense e abbaglianti, la Laguna Rossa che riflette le montagne, e il Campo de Piedra Pómez, un paesaggio lunare di rocce pomicee dai toni inattesi, risultato di un'antica esplosione vulcanica. La caldera del vulcano Galán, con i suoi 48 chilometri di circonferenza, nasconde al suo interno lagune che, in primavera, si popolano di fenicotteri rosa. Un'eccezione è la Laguna Diamante, le cui acque ricche di arsenico impediscono la vita. Poco oltre, il canyon de la Herradura, scavato dal río Aguas Calientes, offre uno spettacolo suggestivo, con il vento impetuoso che ne modella le pareti. Seguono i grandi 'salares', come quello di Antofalla, costellato da 'ojos de campo', pozze d'acqua cangianti sulla crosta salata. La piana di Arizaro, meno appariscente, è dominata dalla piramide del Cono de Arita, un vulcano nero solitario. Le Salinas Grandes, bianche e lucenti, sono ancora attive per l'estrazione del sale, ma la comunità indigena si batte contro lo sfruttamento eccessivo delle risorse idriche dovuto all'estrazione di litio. Attraversando il deserto del Diablo e il deserto del Laberinto, con le loro forme vermiglie, si giunge alla Cordigliera Andina, con il picco del Llullaillaco che cela misteri archeologici. Il viaggio si conclude con le spettacolari montagne arcobaleno, come il Cerro de Siete Colores di Purmamarca e la Cuesta de Hornocal, una catena di vette triangolari coloratissime, un'esperienza visiva e sensoriale che sfida l'immaginazione. La Puna, con la sua immensità silenziosa, è un'esperienza da vivere con gli occhi e con il cuore, un invito alla meraviglia e alla riflessione sulla grandezza del mondo naturale.
Questo viaggio nella Puna argentina ci ricorda l'importanza di preservare luoghi di così rara bellezza e unicità. La capacità della natura di creare scenari così diversi e maestosi ci spinge a una maggiore consapevolezza del nostro impatto sull'ambiente. Allo stesso tempo, la resilienza delle comunità locali, che vivono in armonia con un ambiente così estremo, offre una lezione preziosa sulla forza dello spirito umano e sulla capacità di adattamento, invitandoci a riscoprire la bellezza nella semplicità e nella connessione profonda con la terra.