Ansgar Evensen, talentuoso fondista norvegese, ha espresso un forte malcontento per la sua mancata convocazione alla squadra nazionale per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Questa decisione ha scatenato una vivace discussione, con Evensen che si sente vittima di un trattamento iniquo, specialmente in relazione ai suoi risultati nelle gare sprint a tecnica classica e un infortunio alla schiena che ha notevolmente influenzato la sua performance durante il Tour de Ski. La replica della federazione, attraverso le parole del direttore tecnico Arild Monsen, ha tentato di spiegare le complessità dietro tali scelte, ma non è riuscita a placare la delusione dell'atleta.
La vicenda si concentra sul fondista di 25 anni, Ansgar Evensen, che ha reso pubbliche le sue difficoltà fisiche insorte dopo il Tour de Ski. Un problema alla schiena lo ha bloccato per ore, compromettendo gravemente la sua preparazione e la sua capacità di competere al massimo livello nelle fasi cruciali di selezione. Egli ritiene che, nonostante l'infortunio, i suoi risultati nelle sprint a tecnica classica, una specialità olimpica, avrebbero dovuto essere presi maggiormente in considerazione. Il suo sfogo è stato raccolto da NRK, dove ha dichiarato di sentirsi ingiustamente penalizzato rispetto ad altri atleti con performance meno convincenti.
Evensen ha sottolineato come, malgrado il suo fisico fosse provato, sia riuscito a raggiungere le fasi finali di diverse sprint in tecnica classica durante il Tour de Ski. Egli si aspettava che questi risultati avessero un peso decisivo per la selezione olimpica, ma, con sua grande sorpresa, non sono stati sufficienti. Questo ha alimentato la sua frustrazione, poiché percepisce una discrepanza tra i suoi sforzi e il riconoscimento ottenuto dalla commissione tecnica.
Arild Monsen, il direttore tecnico della squadra norvegese, ha replicato alle accuse di Evensen, spiegando che le decisioni di convocazione sono sempre difficili e cariche di emotività. Ha riconosciuto che la partecipazione al Tour de Ski comporta dei rischi e che, a posteriori, le valutazioni possono apparire diverse. Monsen ha ammesso che Evensen era vicino alla convocazione, ma che alla fine è stata fatta una scelta a favore di Emil Iversen, implicando che la decisione fosse basata su una visione complessiva e strategica della squadra.
La discussione sollevata da Ansgar Evensen mette in luce la tensione e le aspettative che circondano le selezioni olimpiche nello sci di fondo. La sua esperienza evidenzia il difficile equilibrio tra performance individuali, infortuni e le decisioni complesse prese dalle federazioni sportive per comporre le squadre migliori. La sua delusione è palpabile e riflette la speranza di ogni atleta di vedere riconosciuto il proprio impegno e talento.