Il marciatore: dalla fuga alla gloria olimpica di Tokyo

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Questa sera, la prima serata di Rai 1 sarà illuminata da un evento televisivo di grande rilevanza: “Il marciatore – La vera storia di Abdon Pamich”, una pellicola diretta da Alessandro Casale che ripercorre le tappe salienti della vita di Abdon Pamich, celebre atleta italiano. La produzione di Rai Fiction presenta un cast notevole, che include Fausto Sciarappa, Tobia De Angelis, Diego Facciotti, Eleonora Giovanardi e Anita Kravos, con la partecipazione straordinaria dello stesso Abdon Pamich. Il film, trasmesso in occasione del Giorno del Ricordo, offre una riflessione profonda sul percorso umano e sportivo di un uomo che ha saputo trasformare le avversità in forza.

La trama si snoda attraverso due piani temporali principali: l'adolescenza di Abdon a Fiume, città dilaniata dai conflitti post-bellici e dall'instaurarsi del nuovo regime jugoslavo, e il suo cammino verso l'eccellenza sportiva. Costretto all'esilio con il fratello Giovanni, Abdon affronta la povertà e la diffidenza in Italia, trovando nella marcia non solo uno sport, ma un vero e proprio linguaggio per esprimere la sua capacità di resistere e andare avanti. L'incontro con Giuseppe Malaspina, un ex marciatore diventato suo allenatore, segna una svolta, trasformando la sua perseveranza in un metodo che lo porterà, dopo anni di sacrifici, alla storica medaglia d'oro alle Olimpiadi di Tokyo. Il regista Alessandro Casale descrive la marcia di Pamich come una “metafora esistenziale”, sottolineando come la costanza e l'umiltà abbiano forgiato non solo un campione, ma un uomo di profonda integrità.

Le riprese del film si sono svolte in diverse località del Friuli Venezia Giulia, tra cui l'ex Campo Profughi di Padriciano, la Rocca di Monrupino e Basovizza, con la Strada Napoleonica e il Sentiero Rilke che fanno da sfondo a momenti significativi. Anche Gorizia, Gradisca d'Isonzo, Turriaco e Udine, con la storica Villa Gallici Deciani a Montegnacco di Cassacco, hanno contribuito a ricreare l'atmosfera dell'epoca. I personaggi principali, dalla forte figura del padre Giovanni Pamich Senior, all'incoraggiante zio Cesare, fino alla moglie Maura e all'allenatore Giuseppe Malaspina, delineano un quadro familiare e sociale che ha plasmato il carattere resiliente di Abdon, rendendo il suo percorso non solo una vittoria sportiva, ma un trionfo dello spirito umano contro le avversità della vita.

Il racconto di Abdon Pamich è un inno alla tenacia e alla capacità di superare ogni ostacolo. La sua storia ci ricorda che, anche di fronte alle perdite più dolorose e alle sfide più ardue, è possibile trovare la forza di rialzarsi e perseguire i propri sogni con incrollabile determinazione. La sua medaglia d'oro non è solo un simbolo di successo atletico, ma un faro di speranza per tutti coloro che lottano per ritrovare il proprio posto nel mondo.

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