I noti alpinisti Francesco Ratti e Lorenzo D'Addario hanno dato il via alla loro ambiziosa impresa, la "Grande Traversée des Alpes", un progetto che intende ripercorrere con una visione attuale il leggendario percorso compiuto da Patrick Berhault all'inizio del millennio. Questo viaggio attraverso l'arco alpino, concepito in chiave più rapida e con l'ausilio della bicicletta per gli spostamenti tra le tappe, ha già visto i due atleti affrontare sfide significative nelle Alpi Giulie e nelle Dolomiti. L'iniziativa non è solo una dimostrazione di resistenza fisica e abilità alpinistica, ma anche un omaggio allo spirito esplorativo e alla capacità di adattamento alle forze della natura, elementi che hanno caratterizzato la prima parte di questa straordinaria avventura, ricca di successi e incontri significativi.
La "Grande Traversée des Alpes" di Ratti e D'Addario si presenta come una reinterpretazione moderna dell'epica traversata di Berhault, enfatizzando la velocità e la leggerezza senza compromettere l'etica alpinistica. L'uso della bicicletta per i trasferimenti riduce drasticamente i tempi rispetto al viaggio originale, permettendo di concentrare l'itinerario in circa due mesi. Questa innovazione rende il progetto dinamico e stimolante, richiedendo una perfetta fusione tra l'endurance ciclistica e le competenze tecniche nell'arrampicata. L'obiettivo è esplorare le Alpi in profondità, affrontando pareti iconiche e condividendo l'esperienza con altri appassionati, rendendo ogni tappa un'opportunità di connessione e scoperta.
L'Avvio della Traversata: Dalle Cime Slovene alle Dolomiti
La "Grande Traversée des Alpes" ha preso il via con una settimana intensiva che ha visto Francesco Ratti e Lorenzo D'Addario affrontare le imponenti vette delle Alpi Giulie slovene e le celebri crode dolomitiche. Questa fase iniziale ha richiesto un notevole impegno fisico e mentale, con gli alpinisti che hanno alternato complesse scalate su roccia a lunghi e faticosi trasferimenti in bicicletta. L'adattamento alle mutevoli condizioni meteorologiche è stato cruciale, dimostrando la loro capacità di pianificazione e flessibilità di fronte alle sfide che la montagna presenta, mantenendo sempre alta la concentrazione e lo spirito d'avventura che contraddistingue il progetto.
L'avventura è iniziata ufficialmente con l'ascesa della Parete Nord del Triglav, la montagna simbolo della Slovenia. Questa impegnativa scalata, lunga circa 1.400 metri, ha combinato due percorsi storici, la via Helba e la via Skalaska, richiedendo undici ore di salita e un rientro altrettanto lungo. Le giornate successive sono state segnate da condizioni meteorologiche avverse, che hanno costretto gli alpinisti a modificare i loro piani: dopo un trasferimento in bicicletta di 62 km sotto la pioggia per raggiungere il Mangart, le condizioni della parete non erano ottimali, portandoli a scalare la più breve via Drill. Hanno poi coperto ulteriori 97 km in bici fino ad Ampezzo e altri 90 km per arrivare alle Tre Cime di Lavaredo, dove hanno affrontato la Cima Grande tramite la via ISO 2000 e la Comici, affiancati dalla Guida Alpina Daniele Geremia, che ha aggiunto un elemento di condivisione e amicizia all'impresa.
Spirito e Compagnia: Un Viaggio Tra Montagne e Amicizie
L'essenza della "Grande Traversée des Alpes" non si limita alla sfida alpinistica, ma si estende anche alla riscoperta dei legami umani e della gioia della condivisione in un ambiente spettacolare. Francesco Ratti e Lorenzo D'Addario, nella loro prima settimana, hanno evidenziato come l'incontro con amici e la possibilità di condividere momenti intensi sulla roccia o lungo la strada siano parte integrante del significato più profondo della loro traversata. Questo aspetto rende l'impresa più di una semplice performance atletica, trasformandola in un viaggio di esplorazione sia dei paesaggi alpini che delle relazioni umane, un vero "gitano delle montagne" come lo descrive D'Addario.
Durante l'ascesa della Cima Grande di Lavaredo, un momento significativo è stato l'incontro con la Guida Alpina Daniele Geremia, un vecchio amico che si è unito alla cordata per la tappa dolomitica. Francesco Ratti ha sottolineato l'importanza di questi incontri, affermando che lo spirito della traversata non è solo esplorare le Alpi, ma anche cogliere l'opportunità di rincontrare e fare nuove amicizie con cui condividere un'ascensione o un breve tratto del percorso. Lorenzo D'Addario ha descritto la traversata come la sua dimensione ideale, definendosi un "gitano delle montagne" e trovando perfezione in ogni esperienza vissuta lungo la strada. Questa fusione di impegno fisico, scoperta geografica e connessione interpersonale è ciò che rende la "Grande Traversée des Alpes" un'avventura unica e profondamente significativa per i due alpinisti, unendo la sfida sportiva alla ricchezza delle esperienze umane in alta quota.