A dieci anni dalla sua scomparsa, lo studio londinese di Zaha Hadid, situato al numero 10 di Bowling Green Lane a Clerkenwell, si trasforma in un vivace centro culturale. Questo spazio iconico, per oltre trent'anni fulcro della creatività dell'architetta anglo-irachena, è stato oggetto di un'attenta ristrutturazione ad opera dello Studio KA e, dal 3 novembre, accoglie il pubblico come sede della Fondazione Zaha Hadid. Questa istituzione senza scopo di lucro è destinata a diventare un nuovo punto di riferimento internazionale, ospitando gallerie espositive che valorizzano la vasta collezione di materiali di Hadid, oltre a sale didattiche e conferenze, e spazi dedicati a incontri, workshop e residenze artistiche.
La riapertura di questo luogo simbolico non solo celebra il decimo anniversario della scomparsa di Zaha Hadid, ma consolida anche la sua eredità come pioniera nell'architettura, riconosciuta a livello mondiale con il Premio Pritzker nel 2004, prima donna a ricevere tale prestigioso riconoscimento. Il progetto di ristrutturazione dello Studio KA ha riguardato il piano terra dell'edificio ottocentesco, tutelato come bene storico, con l'obiettivo principale di ottimizzare la fruizione degli spazi e l'esperienza dei visitatori. Sono stati preservati elementi storici originali, come il camino e le aperture ad arco, e dettagli distintivi voluti da Zaha, tra cui le maniglie a forma di 'Z' e gli inserti nella pavimentazione. Le nuove finiture e i colori richiamano le prime opere pittoriche di Hadid, creando un ambiente che riflette la sua visione unica. All'interno, è presente anche lo spazio Zaha Hadid Design, che espone arredi e oggetti firmati dall'architetta e dal suo team.
La programmazione espositiva inaugurale è ricca e diversificata, a partire da "Zaha Hadid: Architecture of Performance", una mostra curata da Catherine Howe e Libby Sellers, che esplora le scenografie e gli allestimenti teatrali realizzati da Hadid, evidenziando la sua intrinseca vocazione spettacolare. Tra le opere esposte, spiccano le scenografie per il Metapolis Ballet, il Nightlife World Tour dei Pet Shop Boys e la rivisitazione di "Così Fan Tutte" di Mozart. L'offerta culturale prosegue con "The Rebar Beneath" di LionHeart, un'opera video multidisciplinare che invita alla riflessione su come forme e strutture invisibili modellino la nostra percezione del mondo, e "The Completely Exhausting Inexhaustibility of Zaha Hadid" di Mona Chalabi, una visualizzazione cronologica della vita e dell'influenza dell'architetta, proiettata su una superficie tessile ispirata a un cappotto da lei indossato. Questi progetti sottolineano l'impegno della fondazione nel mantenere vivo lo spirito innovativo di Zaha Hadid e nel promuovere l'istruzione e il dialogo nel campo dell'architettura e del design.
L'apertura della Fondazione Zaha Hadid rappresenta un faro di ispirazione, dimostrando come la memoria di grandi talenti possa continuare a plasmare il futuro. Questo spazio, dedicato all'eredità di una donna che ha infranto barriere e ridefinito il linguaggio architettonico, ci ricorda l'importanza di valorizzare il patrimonio culturale e di investire nelle nuove generazioni. È un invito a esplorare l'arte e il design non solo come espressione estetica, ma come forza trasformativa capace di arricchire la nostra comprensione del mondo e di stimolare l'innovazione, spingendoci a guardare oltre i confini del convenzionale.