La serie britannica 'Sweetpea', giunta su Prime Video il 6 febbraio dopo la trasmissione su Sky Atlantic, si rivela un'esperienza di binge-watching inaspettata. Questa dark comedy, ideata da Kirstie Swain e basata sull'omonimo romanzo di CJ Skuse del 2017, narra una storia intricata e sottile incentrata sulla furia giovanile. Ella Purnell, nota per i suoi ruoli in 'Yellowjackets' e 'Fallout', interpreta magistralmente Rhiannon, una figura apparentemente modesta che intraprende un cammino oscuro e paradossale alla scoperta di sé, confrontandosi con i numerosi oppressori che popolano la sua esistenza.
Rhiannon Lewis, un'impiegata amministrativa in una testata locale di Carnsham, ha trascorso la sua giovinezza subendo atti di bullismo. Ignorata e sottovalutata sia nella vita professionale che personale, la sua esistenza è segnata dalla malattia del padre e dall'indifferenza generale. La morte del genitore e il ritorno di una figura del passato che l'ha perseguitata, scatenano in lei una perdita di controllo che la porta a scoprire un nuovo e inebriante senso di potere. Questo innesca una serie di eventi che ridefiniscono il suo rapporto con l'ingiustizia e la vendetta, ponendo interrogativi sulla moralità delle sue azioni e sulla sua evoluzione da vittima a protagonista.
L'interpretazione di Ella Purnell è un punto di forza della serie, che la definisce una 'regina della televisione'. Il suo personaggio, Rhiannon, è un mix affascinante di vulnerabilità e turbamento, che incarna credibilmente sia le incertezze iniziali che la crescente ambiguità morale. La serie, attraverso un flusso costante di ironia, sarcasmo, violenza e immoralità, costringe lo spettatore a riflettere sul labile confine tra vittima e carnefice, e sulla legittimità delle reazioni a soprusi inaccettabili. Il finale, che si conclude con un cliffhanger, prepara il terreno per una seconda stagione, promettendo ulteriori sviluppi nel percorso di Rhiannon e un'analisi più profonda delle dinamiche femminili, invitando il pubblico a non cadere nella tentazione del male e a non considerarsi mai solo una vittima.