Un escursionista bellunese in coma dopo un morso di zecca fa luce sulla TBE

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Un settantenne allenatore di basket, originario di Belluno, è uscito dalla terapia intensiva dopo aver affrontato una grave condizione medica causata dal morso di una zecca. L'uomo, colpito da encefalite da zecca (TBE), aveva trascorso diversi giorni in coma farmacologico, ma ora mostra segni di miglioramento, sebbene la prognosi rimanga cauta. La vicenda ha richiamato l'attenzione pubblica sulla TBE, una malattia virale che può colpire il sistema nervoso centrale, diffusa in alcune aree del Bellunese, una zona notoriamente a rischio per questa patologia. L'importanza della prevenzione e della conoscenza dei sintomi è fondamentale per mitigare i rischi associati a questa malattia, che, a differenza della malattia di Lyme, non ha una cura antivirale specifica.

La comunità sportiva bellunese ha espresso profonda preoccupazione per la salute dell'allenatore, figura molto stimata per il suo impegno con i giovani atleti. L'incidente ha trasformato un atteso incontro di fine stagione in un momento di attesa e solidarietà, con messaggi di vicinanza alla famiglia. La TBE non ha sempre un decorso grave; in molti casi è lieve o asintomatica, ma in una percentuale limitata di pazienti può evolvere in forme più severe, soprattutto negli anziani. Nel 2025, l'Ulss Dolomiti ha registrato 12 casi di TBE, sottolineando come la vaccinazione sia un presidio cruciale per la popolazione del Bellunese, dove il vaccino è offerto gratuitamente.

Per minimizzare il rischio di contrarre la TBE, è essenziale adottare misure preventive durante le escursioni in natura, come indossare abiti lunghi e chiari, usare repellenti e controllare attentamente il corpo al rientro, prestando attenzione a zone meno visibili come dietro le ginocchia o le orecchie. In caso di morso, la zecca deve essere rimossa correttamente con una pinzetta sottile, evitando rimedi casalinghi che potrebbero peggiorare la situazione. Dopo la rimozione, è consigliabile disinfettare l'area e monitorare eventuali sintomi come febbre o arrossamenti, consultando un medico se necessario. La consapevolezza e la prudenza sono elementi chiave per godere in sicurezza degli ambienti naturali.

Il caso del settantenne bellunese ci ricorda che, anche un evento apparentemente insignificante come un morso di zecca, può avere conseguenze molto serie e imprevedibili. Questo episodio deve essere un monito per rafforzare la nostra attenzione e responsabilità verso la prevenzione delle malattie trasmesse dagli insetti, soprattutto in ambienti naturali frequentati. Adottare comportamenti responsabili e informarsi adeguatamente non solo ci protegge, ma contribuisce anche a creare una comunità più consapevole e resiliente di fronte ai rischi per la salute. La natura offre innumerevoli benefici, ma richiede rispetto e preparazione, trasformando ogni uscita in un'opportunità per imparare e agire con saggezza.

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