“Zamora”: Il Debutto alla Regia di Neri Marcorè, una Storia di Calcio e Crescita Personale

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Il film "Zamora" di Neri Marcorè ci trasporta in un'epoca passata dell'Italia, un periodo caratterizzato da un ritmo di vita più contemplativo, dove l'entusiasmo si mescolava all'ingenuità. Questa pellicola, che segna l'esordio alla regia di Marcorè, è un inno alla nostalgia, ma senza cadere nel banale o nel retorico. Si tratta di una storia di formazione, celata dietro la facciata di una commedia sportiva, che utilizza il calcio come veicolo per narrare vicende di lavoro, affetto, cameratismo e autodeterminazione. La colonna sonora, curata da Pacifico, aggiunge un tocco emotivo a questa narrazione agrodolce, che riesce a far sorridere e a commuovere con la sua leggerezza e il suo calore, evitando ogni eccesso.

“Zamora”: La Trama, il Cast e i Temi del Film

Stasera, il pubblico italiano avrà l'opportunità di immergersi nelle vicende di Walter Vismara, un ragioniere trentenne con una spiccata predilezione per l'ordine e la routine, la cui vita viene stravolta dal trasferimento da Vigevano alla frenetica Milano degli anni '60. Walter si trova a lavorare per il cavalier Tosetto, un imprenditore affascinato dal calcio, o meglio, dal 'folber', come lo definiva Gianni Brera. A Walter, che disdegna lo sport, viene assegnato il ruolo di portiere, un'esperienza che lo porterà a ricevere il soprannome di 'Zamora' e a confrontarsi con una serie di sfide personali. Tra i personaggi che animano questa storia, troviamo Ada, interpretata da Marta Gastini, una segretaria moderna e indipendente che instaura una delicata relazione con Walter. Neri Marcorè stesso interpreta Giorgio Cavazzoni, un ex portiere in disgrazia che diventa un mentore imperfetto ma cruciale per Walter. Giovanni Storti veste i panni del carismatico ma dispotico cavalier Tosetto, mentre Walter Leonardi è l'ingegner Gusperti, un antagonista ironico. Il cast corale, che include anche Giovanni Esposito, Giacomo Poretti, Pia Engleberth, Francesco Villa, Anna Ferraioli Ravel e Antonio Catania, contribuisce a dipingere un quadro vivace e autentico dell'Italia dell'epoca. Le figure femminili, in particolare, emergono con una sensibilità e una saggezza che le rendono spesso un passo avanti rispetto ai loro omologhi maschili, spingendoli a crescere e a superare le loro goffaggini. Marcorè ha espresso grande soddisfazione per il film, definendolo il suo 'più bello' e augurandosi che non sia l'ultimo. Ha sottolineato come il film, pur essendo delicato, abbia saputo farsi strada e ricevere numerosi riconoscimenti, dimostrando che il giudizio del pubblico è ciò che conta di più. Il regista ha inoltre rivelato il suo profondo legame personale con la storia, riconoscendosi nell'inadeguatezze e nelle dinamiche uomo-donna esplorate. Ha evidenziato il fascino del ruolo del portiere, un ruolo di grande responsabilità che lo ha sempre incuriosito, e ha ribadito che il calcio nel film è solo un pretesto per approfondire il rapporto di Walter con il padre e la sua personale crescita.

Questo film ci invita a riflettere sull'importanza di accettare le proprie fragilità e di abbracciare le sfide della vita, ricordandoci che anche dalle sconfitte si possono trarre preziosi insegnamenti. In un'epoca dove il cinismo sembra prevalere, "Zamora" emerge come una carezza gentile, un invito a riscoprire la bellezza di un'Italia che, pur correndo veloce, sapeva ancora fermarsi ad arrossire e a imparare, con un pizzico di goffaggine e tanta umanità.

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