Caccia: L'Appello di Cristina Cattaneo e ENPA per i Diritti degli Animali

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In un contesto di crescente sensibilità verso il mondo animale, l'autorevole voce di Cristina Cattaneo, stimata medico legale e antropologa forense, si è levata con forza per unire le sue ragioni a quelle dell'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), pronunciandosi in modo categorico contro l'attività venatoria. Attraverso un contributo video significativo, la studiosa ha affidato all'associazione un messaggio basato su solide evidenze scientifiche, richiamando l'attenzione sulla natura senziente degli animali e sull'inderogabile necessità di non ignorare né giustificare la loro sofferenza.

La dottoressa Cattaneo ha evidenziato, basandosi sulla sua vasta esperienza professionale, come le tracce di maltrattamenti e angosce siano incise su ogni corpo, inclusi quelli degli animali. Ha sottolineato che un animale ferito o ucciso manifesta, in maniera sorprendentemente simile all'essere umano, i segnali inequivocabili di paura, dolore e sopraffazione. In passato, ha riflettuto, gli strumenti conoscitivi a disposizione non permettevano una piena comprensione di queste dinamiche. Tuttavia, oggi, la scienza fornisce prove irrefutabili: mammiferi, uccelli e molte altre specie animali sono esseri dotati di coscienza e capacità di percepire dolore, paura e sofferenza, proprio come noi. Questa consapevolezza, ha concluso, elimina ogni possibile scusa per perpetuare pratiche che infliggono tali patimenti.

Nel suo intervento, l'accademica ha confutato le giustificazioni tradizionalmente impiegate per difendere la caccia, ribadendo con fermezza il suo rifiuto verso tale pratica. Ha argomentato che né la tradizione né la concezione di uno sport possono in alcun modo legittimare il dolore e la morte inflitti a esseri senzienti. Ha poi enfaticamente dichiarato che la vera protezione della natura risiede nella salvaguardia della vita in tutte le sue forme, non nella sua trasformazione in un bersaglio da colpire. Per queste ragioni, ha dichiarato senza esitazioni il suo netto 'no' alla caccia.

Questo appello si inserisce in un frangente particolarmente delicato. Proprio in questi giorni, infatti, si sta assistendo a una fase accelerata dell'esame della proposta di legge 2984. Questo disegno di legge, se approvato, rischia di smantellare i pilastri della legge 157 del 1992, che attualmente tutela la fauna selvatica. La Commissione Agricoltura della Camera è stata convocata anche durante le prime settimane di agosto per proseguire l'iter di un provvedimento che, secondo le critiche, favorirebbe la lobby venatoria, espandendo in modo significativo le opportunità di caccia e riducendo drasticamente le salvaguardie per gli animali selvatici.

Giusy D'Angelo, presidente nazionale di ENPA, ha espresso profonda gratitudine a Cristina Cattaneo per aver scelto di affidare il suo messaggio all'associazione. Ha sottolineato l'enorme valore delle sue parole, in quanto provengono da una delle figure scientifiche più eminenti del panorama nazionale e riaffermano una verità che non può più essere ignorata: gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare dolore, paura e sofferenza. Ha ricordato come la scienza abbia ormai ampiamente dimostrato questa realtà e come la stessa Costituzione italiana, attraverso la recente riforma dell'articolo 9, imponga la tutela degli animali e della biodiversità.

D'Angelo ha inoltre criticato con veemenza la scelta della maggioranza di accelerare l'approvazione della proposta di legge 2984, in un periodo in cui l'Italia è afflitta da incendi, eventi climatici estremi e una crisi di biodiversità senza precedenti. Ha definito questa decisione un segnale evidente della volontà di portare avanti, a ogni costo, un provvedimento che si muove in direzione opposta rispetto a quanto indicato dalla scienza, dall'Europa, dalle associazioni, dai cittadini e persino dalle regioni. La priorità, ha ribadito, dovrebbe essere la protezione degli ecosistemi e degli animali in difficoltà, non l'incoraggiamento della loro uccisione.

L'appello di Cristina Cattaneo serve da potente promemoria che la salvaguardia della natura coincide con la tutela della vita stessa. Questa è la responsabilità che ENPA chiede alla politica di assumersi: fermare una proposta legislativa che rappresenta un regresso significativo nella protezione della fauna selvatica degli ultimi decenni e, al contrario, elaborare politiche fondate sulla conoscenza scientifica, sulla conservazione della biodiversità e sul rispetto incondizionato di tutti gli animali.

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