La Corea del Sud sta vivendo una fase di profonda trasformazione riguardo al suo rapporto con i cani. A pochi mesi dall'entrata in vigore del divieto totale di consumare carne di cane, previsto per febbraio 2027, un'organizzazione umanitaria ha realizzato un'operazione di salvataggio di massa, segnando un momento significativo in questa transizione culturale. L'evento sottolinea l'impegno crescente del Paese verso la protezione animale e la chiusura definitiva di un capitolo controverso della sua storia culinaria.
L'organizzazione Humane World for Animals ha recentemente portato a termine un'importante missione di salvataggio, liberando 70 cani da un allevamento situato a Gangjin. Questa struttura, gestita da un anziano di 80 anni, era un tempo responsabile della macellazione di circa 1.000 animali all'anno. Le condizioni in cui versavano gli animali erano deplorevoli, con gabbie arrugginite e resti scheletrici che testimoniavano la cruda realtà di questo commercio. Tra i cani salvati vi erano esemplari di razze diverse, inclusi Jindo, pastori tedeschi, Corgi, Husky e Spitz, tutti destinati a una nuova vita grazie alla segnalazione di un cittadino e alla collaborazione con le autorità locali. Questa operazione rappresenta il culmine di dieci anni di sforzi da parte dell'associazione, che ha salvato quasi 3.000 animali dalla macellazione in Corea del Sud, offrendo loro la possibilità di essere adottati e vivere in un ambiente più sicuro.
La progressiva chiusura degli allevamenti di cani è una diretta conseguenza della "Special Act on Ending Breeding, Slaughter and Distribution of Dogs for Consumption", una legge approvata all'unanimità dall'Assemblea nazionale nel gennaio 2024. Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero dell'Agricoltura, dell'Alimentazione e degli Affari rurali, aggiornati a maggio 2026, l'82% delle 1.537 strutture originarie ha già cessato le attività, riducendo il numero di allevamenti attivi a soli 272. Nonostante questi progressi, la situazione rimane critica per molti animali. Su circa 394.000 cani censiti negli allevamenti dismessi, solo lo 0,3% (circa 1.100 esemplari) è stato salvato attraverso adozioni o trasferimenti in rifugi. La stragrande maggioranza, purtroppo, è stata destinata alla macellazione o spostata in altre strutture, evidenziando le sfide ancora da affrontare in questo processo di transizione.
I 70 cani recentemente salvati rappresentano gli ultimi superstiti di un'industria che sta scomparendo. Dopo aver lasciato la Corea del Sud dall'aeroporto internazionale di Incheon, questi animali sono stati trasferiti negli Stati Uniti e in Canada, dove riceveranno cure mediche e saranno preparati per l'adozione in nuove famiglie. Con la conclusione di questa storica missione sul territorio coreano, l'organizzazione Humane World for Animals concentrerà i suoi sforzi sul monitoraggio dell'applicazione della nuova normativa e sul contrasto al traffico illecito di cani in altre regioni del continente asiatico, ampliando così il suo raggio d'azione e continuando la sua battaglia per i diritti degli animali.
Il percorso della Corea del Sud verso l'eliminazione del consumo di carne di cane è un esempio emblematico di come le politiche e l'attivismo possano convergere per promuovere il benessere animale. Sebbene la strada sia ancora lunga e piena di sfide, i recenti salvataggi e l'impegno legislativo dimostrano una chiara volontà di cambiamento. Questo segnale di speranza non solo offre una nuova prospettiva di vita a migliaia di cani, ma riflette anche una crescente consapevolezza globale sull'etica del trattamento degli animali e sulla responsabilità umana verso tutte le creature viventi.