Conquista Audace: La Prima Ascensione della Parete Ovest del Tahu Rutum

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Tre alpinisti eccezionali, Siebe Vanhee, Sean Villanueva O'Driscoll e Symon Welfringer, hanno inciso i loro nomi nella storia dell'alpinismo con la prima ascensione della parete ovest del Tahu Rutum, una montagna maestosa di 6651 metri nel Karakorum pakistano. La loro nuova via, battezzata "The Leopard of Higher Ground", si estende per 1500 metri ed è stata percorsa interamente in libera, raggiungendo difficoltà fino al 7b. Questa impresa, che ha richiesto tredici giorni di arrampicata e due di rientro, rappresenta un trionfo di resistenza e innovazione, mettendo in luce una strategia a capsula cruciale per superare condizioni estreme e onorare la memoria di un pioniere.

L'Audacia di "The Leopard of Higher Ground": Una Nuova Era nell'Alpinismo di Alta Quota

Il Trionfo sulla Parete Ovest: L'Innovativa Ascensione del Tahu Rutum

Siebe Vanhee, Sean Villanueva O'Driscoll e Symon Welfringer hanno impresso il loro segno nella storia dell'alpinismo conquistando la parete ovest del Tahu Rutum, un'imponente vetta di 6651 metri nel Karakorum pakistano. La loro creazione, denominata "The Leopard of Higher Ground", si estende per 1500 metri e rappresenta una salita integrale in libera, con passaggi tecnici fino al 7b. La cima è stata raggiunta il 27 giugno 2026, culminando un'epopea di tredici giorni sulla montagna, seguiti da altri due per il rientro al campo base.

La Strategia della Capsula: Resilienza e Adattamento alle Estremità

Per affrontare le proibitive condizioni del Tahu Rutum, il team ha adottato una metodologia di ascensione "a capsula". Questo approccio prevedeva il trasporto di portaledge, corde statiche, provviste, combustibile e equipaggiamento essenziale per un soggiorno prolungato, fino a quindici giorni, direttamente sulla parete. Una scelta impegnativa, specialmente nei tratti misti di roccia e neve, ma fondamentale per perseverare di fronte al maltempo e sfruttare al meglio le brevi finestre di bel tempo, dimostrando una notevole capacità di resistenza e pianificazione.

Un Gigante Inviolato: La Storia e i Precedenti Tentativi sul Tahu Rutum

Il Tahu Rutum, noto anche localmente come Taa Hurutum, si distingue per la sua morfologia affilata, evocando le celebri montagne patagoniche. Prima di questa spedizione, la vetta era stata domata una sola volta nel 1977 da un gruppo giapponese attraverso la cresta sud-occidentale. La parete ovest, invece, era rimasta intatta, resistendo anche a un significativo tentativo solitario nel 2008 da parte dell'alpinista statunitense Kyle Dempster. La narrazione di Dempster, pur costretto alla ritirata a soli 200 metri dalla cima dopo 23 giorni in parete, aveva ispirato Vanhee, rendendo il Tahu Rutum un obiettivo primario nella sua carriera alpinistica.

Inizio e Ritiro: Le Dinamiche Iniziali della Spedizione

La spedizione, della durata prevista di 45 giorni, aveva preso il via dall'Europa il 25 maggio, includendo inizialmente il rinomato specialista di arrampicata trad, Pete Whittaker. Tuttavia, giunto al campo base, Whittaker ha dovuto fare i conti con problemi legati all'altitudine, che lo hanno costretto a un prematuro rientro. Vanhee, Villanueva O'Driscoll e Welfringer hanno quindi proseguito in tre, rafforzando il loro legame e la determinazione a fronte delle sfide imminenti.

L'Approccio Inatteso: La Scelta della Linea più Difficile

L'assalto alla parete è iniziato il 15 giugno. Anziché optare per il percorso più diretto, gli alpinisti hanno deciso di affrontare lo zoccolo roccioso sulla destra, con l'intento di congiungersi alla guglia sommitale attraverso una serie di pendii e traversi nevosi. Questa decisione si è rivelata estremamente complessa e faticosa, con le prime otto lunghezze caratterizzate da roccia instabile e successivi traversi su neve ripida, rendendo il recupero dell'equipaggiamento particolarmente arduo. Vanhee stesso ha ammesso la straordinaria difficoltà della scelta, paragonandola a una scalata di big wall in alta quota, ma ribadendo la sua validità.

La Fortezza in Altura: Una Tattica a Capsula Contro la Tempesta

La determinazione del gruppo di completare l'intera via in libera ha richiesto una preparazione meticolosa, inclusa l'installazione di portaledge e il fissaggio progressivo di corde per campi sospesi. Questa strategia ha permesso loro di resistere a una perturbazione di tre giorni che ha portato intense nevicate, separando i periodi di bel tempo. Per Welfringer, questa è stata la sua prima esperienza in una grande parete di alta quota con un'organizzazione da big wall, un'esperienza che ha descritto come illuminante, aprendo nuove prospettive sull'arrampicata in altitudine e sulla gestione delle finestre meteorologiche.

La Sfida Verticale: Superare il Tratto Cruciale Oltre i 6000 Metri

L'undicesimo giorno, il team ha stabilito il quarto campo su portaledge a 6260 metri di quota, alla base della parete principale. Nonostante l'esaurimento accumulato in più di una settimana di arrampicata e recuperi, il settore più impegnativo e ripido li attendeva ancora. Il dodicesimo giorno, dopo aver fissato circa 400 metri di corde statiche, hanno affrontato il tratto chiave della via: una sezione estremamente ripida e strapiombante situata oltre i 6000 metri, con difficoltà in libera fino al 7b. La mattina seguente, malgrado la fatica e sette giorni consecutivi senza riposo, hanno raggiunto la cima il 27 giugno, sotto un cielo sereno.

Un Incidente Cruciale: L'Importanza della Prontezza

Durante la discesa, un momento di grande tensione si è verificato mentre recuperavano l'equipaggiamento. Un saccone si è incastrato, e Siebe Vanhee, nel tentativo di liberarlo, ha visto la corda di recupero tranciarsi contro uno spigolo affilato. La prontezza di Vanhee nel riuscire ad afferrare la corda prima che il saccone precipitasse è stata decisiva. Come ha sottolineato Villanueva, la perdita di quel materiale essenziale avrebbe quasi certamente compromesso l'intera spedizione, evidenziando il sottile confine tra successo e fallimento in alta montagna.

Memoria e Legame: Il Ricordo di Kyle Dempster nella Nuova Via

Il nome della via, "The Leopard of Higher Ground", è un profondo omaggio a Kyle Dempster. "Taa Hurutum" significa "dimora del leopardo delle nevi" nella lingua locale, mentre "Higher Ground Coffee" era il nome della caffetteria di Dempster a Salt Lake City. Durante l'ascensione, gli alpinisti hanno incrociato il percorso di Dempster del 2008, trovando tre dei suoi vecchi ancoraggi, un simbolo tangibile del legame che li univa a questa storia. Questa impresa rappresenta la seconda ascensione conosciuta del Tahu Rutum, la prima della sua parete ovest, e il primo ritorno sulla vetta dal 1977, consolidando la sua eredità e il suo significato nel mondo dell'alpinism

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