Il cancro polmonare si conferma una delle malattie oncologiche più comuni. In Italia, i dati AIRTUM del 2025 hanno registrato un elevato numero di nuove diagnosi, sia tra gli uomini che tra le donne. Il fumo è riconosciuto come il fattore di rischio primario per questa patologia. Approfondiamo l'argomento con il Professor Giuseppe Marulli, responsabile dell'Unità Operativa di Chirurgia Toracica presso l'IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
Il tumore polmonare rappresenta una sfida complessa per la salute pubblica, data la sua incidenza e aggressività. La sua origine è legata alla proliferazione incontrollata di cellule che rivestono gli alveoli polmonari, essenziali per lo scambio gassoso. Inizialmente, il corpo tenta di fronteggiare i danni causati da agenti tossici, ma l'esposizione prolungata compromette questi meccanismi di difesa, favorendo lo sviluppo della massa tumorale. Questo processo può portare a gravi ostruzioni bronchiali, emorragie e difficoltà respiratorie. La comprensione di questi meccanismi è fondamentale per sviluppare strategie di prevenzione e trattamento efficaci.
L'Origine e la Progressione del Carcinoma Polmonare
Il carcinoma polmonare emerge da una crescita anomala e incontrollata delle cellule che rivestono gli alveoli, le piccole sacche responsabili dello scambio di ossigeno e anidride carbonica all'interno dei polmoni. Quando queste cellule subiscono mutazioni, perdono la loro funzione regolatrice e iniziano a proliferare in modo disordinato, danneggiando i tessuti circostanti. Inizialmente, l'organismo cerca di riparare i danni causati dalle sostanze nocive, ma l'esposizione continua a tali agenti indebolisce progressivamente le difese naturali, facilitando la formazione della neoplasia. Questa massa tumorale può ostacolare il flusso d'aria nei bronchi, provocare sanguinamenti e compromettere seriamente la funzione respiratoria.
Nelle sue fasi iniziali, il tumore polmonare è spesso asintomatico, il che rende la diagnosi precoce particolarmente difficile e lo porta a essere scoperto frequentemente in stadi avanzati. Tuttavia, è essenziale prestare attenzione a sintomi come tosse persistente, affanno, dolore toracico, perdita di peso inspiegabile, presenza di sangue nell'espettorato o episodi di tosse ematica, soprattutto se sono presenti altri fattori di rischio. La diagnosi tempestiva è fondamentale per migliorare le prospettive di cura. Metodologie diagnostiche avanzate, come la tomografia computerizzata a bassa dose (TAC spirale), permettono di identificare alterazioni polmonari anche minime, ottimizzando l'efficacia dello screening e riducendo l'esposizione alle radiazioni, specialmente nei soggetti a rischio.
Il Ruolo del Fumo e le Innovazioni Terapeutiche
Il fumo è riconosciuto come la causa principale del tumore al polmone, alimentato dalla dipendenza da nicotina, una sostanza che genera assuefazione fisica e psicologica. La nicotina, legandosi a specifici recettori cerebrali, stimola il rilascio di ormoni del benessere, creando un ciclo vizioso che rinforza l'abitudine al fumo e provoca sintomi di astinenza quali irritabilità, ansia e agitazione. Oltre alla nicotina, le sigarette contengono catrame, un mix di migliaia di sostanze tossiche e cancerogene, e monossido di carbonio, che riduce l'ossigenazione del sangue e aumenta il rischio di eventi cardiovascolari gravi come infarti e ictus. Gli effetti nocivi non si limitano all'apparato cardiovascolare; le sostanze cancerogene agiscono su tutto l'organismo, contribuendo allo sviluppo di diversi tipi di tumore, inclusi quelli a pancreas, rene, vescica e area testa-collo. Il rischio è direttamente proporzionale alla durata dell'esposizione al fumo, più che al numero di sigarette consumate giornalmente. Anche le sigarette elettroniche, pur evitando la combustione, non sono considerate sicure a causa della presenza di nicotina e altre sostanze potenzialmente dannose.
Presso l'IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, è stato implementato un protocollo innovativo di dimissione precoce combinata con telemedicina (NEW ERAS), validato da uno studio clinico dell'Unità di Chirurgia Toracica. Questo programma permette la dimissione dei pazienti a 48 ore dall'intervento chirurgico per il tumore al polmone, con un monitoraggio continuo a domicilio. La chirurgia mininvasiva, utilizzata in questi interventi, facilita un recupero post-operatorio più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale. Grazie alla telemedicina e al supporto remoto degli specialisti Humanitas, il paziente può completare il recupero nel comfort della propria casa. La partecipazione a questo programma richiede la presenza di un caregiver, che viene formato sull'uso degli strumenti di telemedicina forniti da Humanitas. Al momento della dimissione, il paziente torna a casa mantenendo un contatto diretto con infermieri, anestesisti e medici tramite il dispositivo di telemedicina. I parametri vitali (temperatura, saturazione, frequenza cardiaca, pressione arteriosa) e la gestione del drenaggio vengono monitorati con istruzioni fornite tramite televisita. Dopo 3-4 giorni, il paziente ritorna in ospedale per la rimozione del drenaggio e l'avvio del follow-up basato sull'esito istologico. Sono disponibili numeri telefonici dedicati per gestire urgenze e chiarire eventuali dubbi, garantendo un supporto completo e costante.