Il film "L'ultima volta che siamo stati bambini" segna il significativo debutto alla regia di Claudio Bisio, un'opera cinematografica che si distingue per la sua narrazione profonda e la capacità di esplorare il tema della guerra da una prospettiva unica. Ispirato al romanzo omonimo di Fabio Bartolomei, il film si propone di affrontare gli orrori del nazifascismo attraverso gli occhi innocenti dei più giovani. La pellicola sarà trasmessa su Rai 3, alle 21:20, il 27 gennaio, data che coincide con la Giornata della Memoria, sottolineando il suo forte messaggio commemorativo. Come ha affermato lo stesso Bisio, è un film sulla memoria, perché solo essa può (forse) proteggerci da altre atrocità, da altri genocidi.
L'ultima volta che siamo stati bambini: Un Viaggio nella Memoria e nell'Amicizia
L'estate del 1943 a Roma fa da sfondo a questa toccante vicenda. Quattro bambini, Italo, Cosimo, Vanda e Riccardo, vivono la loro infanzia tra i giochi e la realtà di una guerra che sta sconvolgendo l'Europa. Nonostante le loro diverse origini, tra loro nasce un'amicizia indissolubile, che ignora le divisioni imposte dalla Storia. Tuttavia, la loro innocenza si scontra con la crudeltà del 16 ottobre, quando Riccardo, ebreo, viene portato via dai tedeschi durante il rastrellamento del ghetto. Animati da un patto di amicizia, i tre amici decidono di intraprendere un viaggio segreto attraverso un'Italia devastata dalla guerra per ritrovare il loro compagno. Inseguitori d'eccezione sono Agnese, una suora dell'orfanotrofio dove vive Vanda, e Vittorio, fratello di Italo, un eroe di guerra fascista, le cui differenze ideologiche si scontrano continuamente, a differenza della pura amicizia dei bambini. Le riprese si sono svolte principalmente in Toscana, tra Siena e Grosseto, sfruttando anche le suggestive stazioni ferroviarie di Sant'Angelo Cinigiano e Buonconvento. Il film si avvale di un cast che include Vincenzo Sebastiani (Italo Barocci), Alessio Di Domenicantonio (Cosimo), Carlotta De Leonardis (Vanda), Lorenzo McGovern Zaini (Riccardo), Federico Cesari (Vittorio Barocci) e Marianna Fontana (suor Agnese), oltre a Claudio Bisio stesso nel ruolo di Anacleto Barocci.
Questo film è un invito a non dimenticare, a riflettere sull'importanza della memoria storica e sui legami umani che possono fiorire anche nei momenti più bui. L'approccio di Bisio, che attinge a riferimenti cinematografici come "La vita è bella" e "Jojo Rabbit", dimostra una sensibilità particolare nel trattare temi complessi attraverso la lente dell'infanzia, offrendo uno sguardo commovente e significativo su un capitolo doloroso della storia.