La stagione lirica 2026 del Teatro Comunale Nouveau ha preso il via con l'acclamata opera mozartiana "Idomeneo", sotto la magistrale direzione del Maestro Roberto Abbado. L'allestimento, caratterizzato da scenografie oniriche ispirate al classicismo metafisico di De Chirico e Savino, ha trasportato il pubblico in un'atmosfera suggestiva, arricchita da costumi raffinati che incarnano l'evoluzione emotiva dei personaggi. Le performance vocali dei solisti, in particolare quelle di Mariangela Sicilia, Francesca di Sauro e Antonio Poli, hanno riscosso un caloroso successo, contribuendo a rendere l'esperienza indimenticabile. L'innovativa inclusione di balli all'interno dell'opera, voluta da Mozart stesso, ha ulteriormente impreziosito lo spettacolo. A conclusione della serata, la nuova sovrintendente Elisabetta Riva ha offerto un sontuoso banchetto a tutto il pubblico, segnando un'apertura democratica all'arte e alla convivialità.
Il trionfo dell'"Idomeneo" di Mozart apre la stagione lirica del Comunale di Bologna sotto la guida del Maestro Roberto Abbado
Il 22 gennaio 2026, presso il Teatro Comunale di Bologna, ha avuto luogo l'inaugurazione della stagione lirica 2026, intitolata "Verso Itaca", con la rappresentazione dell'opera "Idomeneo" di Wolfgang Amadeus Mozart. Sul podio, a dirigere l'Orchestra del Comunale, c'era il Maestro Roberto Abbado, Direttore principale della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, la cui interpretazione ha riscosso unanime apprezzamento.
L'opera, un dramma per musica in tre atti composto da Mozart nel 1780 su libretto di Giambattista Varesco, narra le vicende post-troiane di Idomeneo, re di Creta, e di suo figlio Idamante, intrecciando amore, sacrificio e la furia divina di Nettuno. La trama prende avvio con la principessa troiana Ilia, interpretata con toccante delicatezza da Mariangela Sicilia, prigioniera dei Cretesi e innamorata di Idamante, impersonato con convincente maestria da Francesca di Sauro. Le dinamiche amorose si complicano con la presenza di Elettra, figlia di Agamennone, resa con la necessaria irruenza da Salome Jicia. Antonio Poli ha vestito i panni del protagonista Idomeneo, mentre Leonardo Cortellazzi ha interpretato Arbace.
La regia di Mariano Bauduin ha optato per un'estetica di "classicismo metafisico", ispirandosi alle opere pittoriche di De Chirico e Savino per la creazione di scenografie e costumi. Questa scelta ha generato un'atmosfera onirica, in cui elementi della mitologia classica si sono fusi con forme stilizzate e geometrie novecentesche. Particolarmente suggestivi sono stati l'uso di una maschera tragica greca, l'incisione del labirinto cretese su una roccia e la citazione del teatro d'ombre cinese con sagome di draghi. I costumi, curati da Marianna Carbone, hanno saputo rappresentare non solo il ruolo, ma anche lo spirito e la temperatura emotiva dei personaggi, evolvendo con la drammaturgia.
La partitura, ricca di orchestrazione, ha messo in risalto le parti dei fiati, che hanno sostenuto le emozioni dei personaggi con una presenza forte e partecipe. Abbado ha scelto di presentare la versione di Monaco del 1781, includendo i balli e le marce, per offrire al pubblico l'impianto drammaturgico completo ideato da Mozart. Questi momenti coreutici, sebbene la coreografia di Miki Matsuse van Hoecke abbia mostrato qualche calo di tensione, hanno rappresentato un'innovazione per l'epoca, distinguendosi dalle consuete pantomime autonome.
L'evento si è concluso con un gesto significativo della nuova sovrintendente Elisabetta Riva, che ha offerto un banchetto nel foyer, aperto non solo agli abbonati ma a tutto il pubblico della prima, promuovendo così una maggiore accessibilità e democratizzazione dell'esperienza teatrale. Le repliche dello spettacolo sono previste fino al 1 febbraio.
L'inaugurazione della stagione lirica con l'"Idomeneo" di Mozart, sotto la direzione illuminata di Roberto Abbado, ci ha offerto un'opportunità preziosa per riflettere sulla timeless della grande arte. La scelta di un allestimento che dialoga con la metafisica di De Chirico ci ricorda come il passato possa essere continuamente reinventato e reso contemporaneo, parlando alle sensibilità odierne. Questo evento sottolinea l'importanza di investire nella cultura e nell'accessibilità teatrale, come dimostrato dal gesto inclusivo della sovrintendente Riva, che ha aperto il banchetto a tutti. È un invito a considerare l'opera non solo come un intrattenimento elitario, ma come un'esperienza collettiva capace di unire e ispirare, abbattendo barriere e connettendo epoche diverse attraverso la forza della musica e della narrazione.