MAMbo celebra Giuseppe Chiari: un secolo di musica e arte

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Il Museo d'Arte Moderna di Bologna (MAMbo) rende omaggio a Giuseppe Chiari, artista poliedrico e influente del secondo Novecento italiano, con una vasta retrospettiva in occasione del centenario della sua nascita. L'esposizione, intitolata “Giuseppe Chiari 1926-2026 – Partitura per un museo”, si propone di analizzare in modo approfondito e trasversale l'intera produzione dell'artista, superando le tradizionali classificazioni e mettendo in luce le sue connessioni con le avanguardie artistiche del suo tempo. La mostra, supportata dal PAC 2025 del Ministero della Cultura, rappresenta la prima retrospettiva completa dedicata a Chiari in un'istituzione pubblica e offre un'occasione imperdibile per scoprire la sua visione innovativa che ha spaziato dalla musica alle arti visive, ridefinendo i linguaggi espressivi.

Al via al MAMbo la mostra “Giuseppe Chiari 1926-2026 – Partitura per un museo”

Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, il MAMbo di Bologna ospiterà la mostra “Giuseppe Chiari 1926-2026 – Partitura per un museo”, un'iniziativa volta a celebrare il centenario della nascita di Giuseppe Chiari, una delle figure più significative e versatili del panorama artistico italiano del secondo Novecento. L'esposizione si propone di offrire un'analisi organica e critica del suo lavoro, evidenziando il suo ruolo nel contesto delle avanguardie degli anni Sessanta e Settanta. Il fulcro della mostra è il passaggio dell'artista dalla composizione musicale alle arti visive, illustrato attraverso un percorso che include le partiture degli anni Cinquanta, opere che anticipano una ridefinizione del linguaggio musicale verso pratiche sonore e performative.

All'ingresso, il pubblico sarà accolto dall'opera iconica «La musica è facile», realizzata nel 1972 e acquisita dal MAMbo grazie al Piano per l'Arte Contemporanea. Questa installazione sottolinea la riflessione di Chiari sull'accessibilità e la natura processuale dell'esperienza musicale. Nella Sala delle Ciminiere, cuore pulsante dell'esposizione, dodici pianoforti preparati trasformano lo spazio in un ambiente immersivo, dove gli strumenti si presentano come presenze scultoree. Il percorso espositivo prosegue con una sezione dedicata alla notazione musicale, che esplora le sperimentazioni di Chiari su modi non convenzionali di suonare gli strumenti. I suoi «metodi per suonare» sono presentati sotto forma di testi, diagrammi e disegni che testimoniano una ricerca sensoriale del suono attraverso materiali grezzi e oggetti quotidiani. Un altro elemento di spicco sono gli «spartiti cancellati», opere in cui il codice musicale viene messo in discussione, sfidando la notazione tradizionale.

Nella galleria interna, la mostra si concentra sull'evoluzione della ricerca di Chiari dagli anni Settanta, quando l'artista pone la parola al centro della sua indagine, liberandola dalla sua funzione meramente didattica. Tra le opere esposte spiccano «Art is easy», già parte della collezione MAMbo, e «120 pagine», un'installazione composta da decine di fotocopie di pagine di un quaderno dell'artista, con parole e frasi dattiloscritte che creano un flusso disomogeneo di annotazioni visive, gestuali e sonore, in un intricato gioco di rimandi alle sue partiture e dichiarazioni.

Una sezione video, curata da Cosetta Saba dell'Università di Udine, approfondisce il carattere processuale e performativo del lavoro di Chiari, offrendo uno sguardo esaustivo sulla sua sperimentazione mediale. Una sala intera, curata da Stefano Cavaliero e graficamente elaborata da D+ studio, è dedicata alla biografia dell'artista, contestualizzandolo nel secondo Novecento attraverso documenti, fotografie e materiali d'archivio provenienti dall'Archivio Giuseppe e Victoria Chiari. Ad arricchire l'esperienza, un progetto editoriale bilingue con foto, saggi e approfondimenti sull'artista.

Parallelamente alla mostra, il MAMbo, in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale e Fondazione Bonotto, propone un ciclo di tre concerti dedicati alla musica di Giuseppe Chiari. Il primo, «Intervalli», sarà eseguito dal pianista Reinier van Houdt giovedì 28 maggio 2026 alle ore 19:00, in occasione dell'inaugurazione. Gli altri due concerti si terranno sabato 26 settembre 2026, con Agnese Toniutti alle ore 17:00 e Chiara Saccone & Deborah Walker alle ore 19:00.

L'esposizione sarà aperta al pubblico dal martedì al mercoledì dalle 14:00 alle 19:00, il giovedì dalle 14:00 alle 20:00, e dal venerdì alla domenica e nei giorni festivi dalle 10:00 alle 19:00. L'ingresso è di 6€ per l'intero e 4€ per il ridotto.

La mostra di Giuseppe Chiari al MAMbo ci invita a riflettere sulla fluidità dei confini artistici e sull'importanza della sperimentazione. Chiari, con la sua capacità di trasformare il suono in gesto e la parola in arte visiva, ci mostra come l'arte possa essere un processo continuo di scoperta e ridefinizione. La sua opera, ancora oggi, stimola il pubblico a percepire e interpretare la realtà in modi sempre nuovi e inaspettati, superando le convenzioni e abbracciando la libertà espressiva.

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