L'industria europea delle materie plastiche, rappresentata da Plastics Europe, lancia un forte appello all'Unione Europea, chiedendo un cambio di rotta nelle politiche di riciclo. Nonostante gli ambiziosi obiettivi di economia circolare prefissati dal continente, l'attuale contesto normativo sembra favorire solo le tecnologie consolidate, frenando l'innovazione e lo sviluppo di nuove soluzioni essenziali per affrontare la crescente complessità dei rifiuti plastici. Questa situazione rischia di compromettere gli sforzi volti a ridurre i rifiuti in discarica e a promuovere un'industria più sostenibile e resiliente.
Plastics Europe ha recentemente pubblicato un documento programmatico in cui evidenzia una contraddizione fondamentale: se da un lato si promuove l'innovazione, dall'altro le normative tendono a concentrarsi esclusivamente su tecnologie già ampiamente diffuse. L'associazione sottolinea la necessità di adottare un approccio più flessibile e orientato ai risultati ambientali, piuttosto che vincolato a specifiche tecniche. Il riciclo chimico, ad esempio, è citato come una soluzione complementare e non sostitutiva del riciclo meccanico, fondamentale per trattare i flussi di rifiuti misti o contaminati che sono difficilmente gestibili con i metodi tradizionali.
La transizione verso un'economia circolare per la plastica è rallentata da incertezze normative e pressioni esterne, come le importazioni, che minano le decisioni di investimento e rendono difficile per i progetti di riciclo la creazione di modelli di business solidi. Ciò si traduce in una crescita significativamente ridotta della plastica riciclata in Europa, passata dal 12,3% nel periodo 2018-2022 a un modesto 1,9% tra il 2022 e il 2024, in netto contrasto con l'accelerazione osservata a livello globale. Molti impianti di riciclo meccanico stanno chiudendo e numerosi progetti di riciclo chimico sono stati posticipati o annullati, evidenziando la difficoltà di operare in un quadro di incertezza. Il nodo cruciale non è quale tecnologia prediligere, ma come creare un ambiente che permetta a tutte le soluzioni circolari di prosperare su larga scala.
Il documento di Plastics Europe individua cinque ostacoli principali che impediscono lo sviluppo di un'economia circolare della plastica più efficace e propone altrettante direttrici di intervento per superarli. Si ribadisce l'urgenza di un'azione europea concertata che promuova un quadro normativo più prevedibile e di supporto all'innovazione, garantendo che l'Europa possa realmente guidare la transizione verso un futuro più sostenibile e circolare per i materiali plastici.