Le radici avventizie della pianta di Cannabis sativa si rivelano una fonte promettente di principi attivi capaci di salvaguardare i cheratinociti umani dagli effetti nocivi delle radiazioni ultraviolette di tipo B (UVB). Questa scoperta apre nuove frontiere nel campo della dermocosmesi e della protezione cutanea.
La coltivazione di tessuti vegetali, e in particolare la tecnica delle colture di radici avventizie (AR), emerge come una metodologia efficace per la produzione controllata di biomassa vegetale e metaboliti bioattivi. Questo sistema, che prevede l'induzione di radici da espianti vegetali piuttosto che dal sistema radicale primario, offre numerosi benefici. Assicura un ambiente di crescita stabile per una produzione continua di fitochimici, minimizzando le variabili esterne. Promuove la produzione sostenibile di molecole di valore, ottimizzando resa e composizione tramite la modulazione delle condizioni di crescita. Infine, rappresenta un'alternativa all'agricoltura tradizionale, mitigando gli impatti della stagionalità e degli stress ambientali sulla qualità e disponibilità delle risorse naturali.
Il lavoro scientifico, pubblicato sull'International Journal of Cosmetic Science, ha esaminato le potenzialità delle colture di radici avventizie di Cannabis sativa per la creazione di nanoparticelle simili a vescicole extracellulari (CA-NP). Queste nanoparticelle sono state poi testate per valutarne l'efficacia protettiva contro i danni causati dai raggi UVB sulle cellule cheratinocitarie umane. Le nanoparticelle di radici avventizie di Cannabis sativa (CA-NP), con dimensioni di circa 128 nm e un potenziale zeta di −12,9 mV, hanno dimostrato notevole stabilità e una capacità protettiva significativa contro i danni indotti dalle radiazioni UVB. I risultati hanno evidenziato la soppressione dell'espressione delle metalloproteinasi della matrice (MMP-1, MMP-3 e MMP-9) e un miglioramento nell'espressione genica di componenti chiave della barriera cutanea, come HAS1, FLG, LOR e IVL. Inoltre, le nanoparticelle hanno modulato le vie di segnalazione MAPK e Nrf2, contribuendo alla riduzione dell'infiammazione e al potenziamento delle difese antiossidanti.
In conclusione, le nanoparticelle ottenute dalle radici avventizie della Cannabis sativa (CA-NP) si presentano come una soluzione innovativa e naturale per difendere la pelle dagli effetti dannosi delle radiazioni UVB. Esse si propongono come promettenti principi attivi per future applicazioni nel settore cosmetico, con l'obiettivo di contrastare il fotoinvecchiamento e i processi infiammatori. Ulteriori ricerche sono necessarie per elucidare i meccanismi d'azione sottostanti e per convalidare l'efficacia di queste nanoparticelle attraverso studi in vivo e clinici, al fine di garantirne sicurezza ed efficacia nell'uso umano.