L'edizione 2026 del Millet Tour du Rutor Extrême, culmine tecnico del circuito La Grande Course, ha regalato emozioni e ribaltamenti. La competizione, nota per la sua elevata difficoltà, ha visto Davide Magnini e Anton Palzer emergere vittoriosi nel settore maschile con un colpo di scena finale, mentre Axelle Mollaret e Alba De Silvestro hanno imposto un dominio incontrastato nella categoria femminile. L'evento ha registrato numeri record, con 278 coppie al via e un notevole coinvolgimento delle categorie giovanili, a testimonianza di una disciplina in forte crescita.
I Momenti Salienti del Millet Tour du Rutor Extrême 2026
La prestigiosa gara di scialpinismo, il Millet Tour du Rutor Extrême 2026, si è svolta con la prima tappa, che ha dato il via alla competizione il 28 marzo tra La Thuile e Valgrisenche. La frazione inaugurale ha imposto subito una selezione rigorosa tra gli atleti, con un percorso di 24 km che presentava un dislivello positivo di oltre 2400 metri, culminando a 3486 metri sulla Testa del Rutor. In condizioni meteorologiche avverse, caratterizzate da raffiche di vento e temperature rigide, i vincitori della Pierra Menta, Xavier Gachet e William Bon Mardion, hanno dettato il passo, tagliando il traguardo in 2 ore, 43 minuti e 19 secondi. Sul podio provvisorio, dietro di loro, si sono posizionati i francesi Samuel Equy e Anselme Damevin, seguiti dalla coppia italiana Davide Magnini e Anton Palzer, già in una posizione strategica per la classifica generale.
Nel settore femminile, Axelle Mollaret e Alba De Silvestro hanno immediatamente preso il comando della gara, completando la prima tappa in 3 ore, 15 minuti e 59 secondi, distanziando nettamente le avversarie Compagnoni e Junod, e Veronese e Ghirardi, che si sono classificate rispettivamente al secondo e terzo posto.
La tappa finale, con partenza e arrivo fissati a Planaval di Arvier, ha riservato le maggiori sorprese. Il tracciato ad anello di 21 km, con un dislivello positivo di 2500 metri intorno allo Château-Blanc, è stato il palcoscenico di un'inaspettata svolta. Un incidente meccanico, la rottura di uno sci per i leader Gachet e Bon Mardion, ha riaperto i giochi a metà percorso. Magnini e Palzer hanno colto l'occasione con una tattica aggressiva, lanciandosi in un attacco deciso che li ha portati a vincere sia la tappa sia la classifica generale con un tempo complessivo di 5 ore, 17 minuti e 24 secondi. Gachet e Bon Mardion si sono classificati secondi (5h18’18”), mentre Equy e Damevin hanno conquistato il terzo posto (5h18’23”). La quarta posizione di William Boffelli e Alex Oberbacher è stata cruciale, garantendo loro la vittoria nel circuito La Grande Course 2026, grazie a una notevole costanza di prestazioni durante l'intera stagione. Nel frattempo, Axelle Mollaret e Alba De Silvestro hanno continuato la loro marcia trionfale, vincendo anche la seconda tappa e concludendo il Tour du Rutor con un tempo totale di 6 ore, 2 minuti e 50 secondi, assicurandosi il primo posto sul podio femminile.
Riflessioni su Tenacia e Previsione
Questa edizione del Tour du Rutor ci ha mostrato come, nello sport, la perseveranza e la capacità di capitalizzare gli imprevisti siano spesso determinanti quanto il talento puro. La vittoria inattesa di Magnini e Palzer è un inno alla resilienza e alla prontezza strategica, mentre il dominio di Mollaret e De Silvestro evidenzia l'importanza di una preparazione impeccabile e di una solida sinergia di squadra. L'entusiasmo e la partecipazione record, specialmente tra i giovani, sono un segnale incoraggiante per il futuro dello scialpinismo, indicando una disciplina in forte espansione e capace di attrarre nuove generazioni di atleti. Eventi come questo non solo spingono i limiti umani ma promuovono anche i valori dello sport e l'amore per la montagna.