Al suo diciottesimo compleanno, Vivienne Jolie-Pitt ha intrapreso un passo significativo nella sua vita personale, richiedendo legalmente di rimuovere il cognome paterno, Pitt, per mantenere esclusivamente quello materno, Jolie. Questa decisione, descritta come puramente personale, si inserisce in un contesto familiare complesso, dove altri figli della celebre coppia hanno già compiuto scelte simili. L'evento sottolinea le tensioni persistenti tra Brad Pitt e i suoi figli, rendendo sempre più evidente la distanza tra l'attore e la prole.
La Svolta di Vivienne Jolie: Un Capitolo Familiare in Evoluzione
Il 12 luglio, al raggiungimento della maggiore età, Vivienne Marcheline Jolie-Pitt ha presentato presso la Los Angeles County Superior Court una richiesta ufficiale per modificare il suo nome in Vivienne Marcheline Jolie. Questa iniziativa simboleggia una rottura definitiva con il passato legato al padre, l'attore Brad Pitt, scegliendo di mantenere solo il cognome della madre, Angelina Jolie. La motivazione addotta nei documenti giudiziari, secondo quanto riportato dal settimanale People, è semplicemente “personale”, senza ulteriori specificazioni. L'udienza per l'ufficializzazione è fissata per il 2 novembre.
Questo gesto di Vivienne non è un caso isolato all'interno della famiglia. Già nel maggio del 2024, la giovane si era presentata come Vivienne Jolie nel Playbill del musical di Broadway I ragazzi della 56esima strada, una produzione in cui aveva collaborato con la madre. La sua scelta segue un modello già adottato da altri fratelli. Attualmente, quattro dei sei figli della coppia hanno espresso pubblicamente e legalmente il desiderio di eliminare il cognome Pitt, rivelando una profonda spaccatura familiare che risale al divorzio clamoroso del 2016. La disputa legale tra Angelina Jolie e Brad Pitt, conclusasi formalmente solo a fine 2024, continua a essere alimentata da questioni irrisolte, come la proprietà della tenuta vinicola francese Château Miraval.
Prima di Vivienne, anche Shiloh, Zahara e Maddox hanno intrapreso percorsi simili. Shiloh, ad esempio, aveva presentato la sua richiesta di cambio cognome esattamente nel giorno del suo diciottesimo compleanno, il 27 maggio 2024, ottenendo l'approvazione pochi mesi dopo. Zahara, 21 anni, ha presentato la sua petizione a giugno, chiedendo di diventare Zahara Marley Jolie, dopo aver già iniziato a usare il solo cognome materno in occasioni pubbliche, come l'ingresso alla sorority Alpha Kappa Alpha e la sua laurea. Maddox, il primogenito di 24 anni, ha seguito a luglio, richiedendo di diventare Maddox Chivan Jolie, dopo aver già firmato come Maddox Jolie nei crediti del film Couture, dove aveva lavorato come assistente alla regia.
Per quanto riguarda Pax, 22 anni, e Knox, il gemello di Vivienne, la situazione è leggermente diversa. Pax mantiene un legame più stretto con la famiglia paterna, frequentando parenti come la zia Julie Pitt Neal, il che potrebbe spiegare la sua attuale decisione di non cambiare cognome, nonostante un rapporto non diretto con il padre. Knox, pur non avendo ancora presentato una pratica legale, ha già utilizzato il nome Knox Jolie sul suo diploma di scuola superiore, un segnale informale che potrebbe anticipare una scelta futura. La mancanza di apparizioni pubbliche di Brad Pitt con i suoi sei figli dal 2016 continua a evidenziare la complessità e la profondità della frattura familiare.
La vicenda di Vivienne e dei suoi fratelli, che scelgono di disconoscere il cognome paterno, ci invita a riflettere sulla complessità delle dinamiche familiari, specialmente quando si svolgono sotto i riflettori pubblici. Le decisioni dei figli di Angelina Jolie e Brad Pitt, sebbene personali, rivelano come le conseguenze di un divorzio possano estendersi ben oltre la coppia genitoriale, influenzando profondamente l'identità e le scelte di vita della prole. È un promemoria di come la separazione non sia solo la fine di un matrimonio, ma spesso l'inizio di un lungo processo di ridefinizione delle relazioni familiari, in cui ogni membro cerca la propria autenticità e pace, anche a costo di distaccarsi da una parte del proprio passato. Questa serie di eventi ci spinge a considerare il peso del nome e l'importanza dell'autodeterminazione, soprattutto in contesti dove l'immagine pubblica è intrinsecamente legata all'identità familiare.