Il concetto di 'whycation' sta guadagnando terreno nel mondo dei viaggi, proponendo un approccio innovativo: la scelta della destinazione non è più dettata solo dal 'dove', ma soprattutto dal 'perché'. Questa filosofia, sebbene il termine sia recente, riflette un desiderio intrinseco dei viaggiatori di vivere esperienze significative e personalizzate. Un recente studio di Evaneos e YouGov evidenzia come gli italiani siano sempre più propensi a privilegiare viaggi che rispondano a interessi specifici, dalla scoperta culturale all'immersione nella natura, fino alle attività sportive, indicando 20 mete ideali per il 2027 che incarnano questo spirito.
L'idea che sottende il 'whycation' non è affatto nuova, nonostante la sua recente etichettatura. Già nel 2017, la direttrice di DOVE, Simona Tedesco, aveva intuito questa evoluzione, sottolineando come la decisione di partire fosse sempre più legata al 'come' e al 'perché' di un'esperienza, piuttosto che a una semplice località geografica. Questo anticipava l'attuale tendenza, dove la priorità è data a ciò che si vuole vivere e imparare, trasformando il viaggio in un percorso di arricchimento personale. Che si tratti di esplorare la vita di un villaggio in Vietnam, di apprendere antichi mestieri in Marocco o di immergersi nella cultura cinese lontano dai luoghi comuni, ogni destinazione è scelta in funzione di un desiderio profondo.
Il termine 'whycation', coniato da Hilton nel suo '2026 Trends Report' in collaborazione con Ipsos, ha ufficialmente dato un nome a questa tendenza in crescita. Il report, basato sulle risposte di oltre 14.000 viaggiatori globali, ha messo in luce come la domanda non sia più 'where to go' (dove andare), ma 'why to go' (perché andare). Ciò ha catalizzato l'attenzione del settore turistico su concetti come 'experiential travel' e 'experience-led trips', che mettono al centro le passioni e gli interessi individuali. Fenomeni recenti come il turismo cinematografico, letterario o quello legato a musica e sport, sono tutti espressione di questa ricerca di un significato più profondo nel viaggio.
In Italia, la ricerca di Evaneos e YouGov su un campione di 1.002 maggiorenni ha confermato questa inclinazione. Il 70% degli intervistati considera le esperienze importanti quanto la scoperta di nuovi luoghi, e un sorprendente 75,55% si dichiara disposto a compromessi (spesa maggiore, cambio di destinazione o date) pur di vivere un'attività desiderata. Sebbene la destinazione rimanga un punto di partenza per quasi la metà (49,52%) nell'organizzazione di una vacanza, per il 20,96% l'attività o l'esperienza è la priorità, e per il 29,52% i due aspetti hanno lo stesso peso. Addirittura, il 93,38% ritiene possibile costruire un intero viaggio attorno a un'esperienza ritenuta imperdibile.
Le principali motivazioni che spingono gli italiani a viaggiare in questo modo includono la cultura e l'immersione nella vita locale (69,83%), la natura e i paesaggi (67,87%), seguiti dalle esperienze attive e sportive (39,77%) e dagli eventi e intrattenimento (39,04%). Questo cambio di prospettiva ha portato Evaneos a identificare 20 destinazioni per il 2027, ciascuna scelta per rispondere a uno specifico desiderio di viaggio. Dalla Tanzania per assistere alla Grande Migrazione alla Finlandia per comprendere la cultura delle saune, dal Giappone per apprendere l'arte dei gesti lenti all'Australia per connettersi con i Custodi Tradizionali del paesaggio, queste mete offrono risposte concrete ai 'perché' dei viaggiatori moderni.
In sintesi, il panorama dei viaggi si sta trasformando, ponendo l'accento sul valore intrinseco delle esperienze e sulle motivazioni personali che guidano la scelta di una destinazione. Il 'whycation' non è solo una parola, ma un indicatore di una tendenza profonda che privilegia l'arricchimento individuale e la ricerca di significato, aprendo nuove frontiere nel modo di esplorare il mondo.